…a proposito di LIBERTA’

 

Per chi vive in una società non esiste libertà individuale, perché già l’individuo è stato annullato (completamente o solo parzialmente) da essa.

La scelta (elemento e forza dominante dell’ampio contesto delle libertà) è possibile soltanto in funzione di costrizioni o costruzioni sociali (o socialmente convalidate oppure legittimate). Dunque non la si può definire più una scelta, una decisione nata dal libero scegliere, ma soltanto una nuova forma di costrizione, di costruzione o di necessità.

Creare nuove costruzioni, qualunque sia il criterio che delinea una via maestra, è di per sè un inganno verso se stessi. Si creano nuove costruzioni quando all’interno di un sistema sociale si edificano nuove forme di sottomissione, schiavitù, soggezione, paura.

Tutte le costruzioni che partono da questi presupposti, direttamente o indirettamente provocano illusioni. L’illusione di essere libero è paradosso ed è assurdo pensare alla libertà come un’illusione.Quindi: o si è liberi o si è soggetti a qualcos’altro o qualcun altro.Teniamo però a mente che la prima condizione è rara, fin dalla nascita (tranne per i nascituri nelle grotte…).

(cit.)

La mia considerazione è che neanche chi è intellettualmente libero, lo sia automaticamente pure nella realtà ‘materiale’…nel senso che o si decide di abbandonare “tutto” e “tutti” e andare a vivere come un ‘eremita’ in capo al mondo o come un ‘vagabondo’ in giro per il mondo, oppure non si è mai del tutto liberi… Sino a che si vive in un luogo fisico organizzato e strutturato secondo ‘regole’ o si convive con qualcuno, che sia madre, fratello, marito…collega, si hanno sempre dei doveri a cui rispondere che di fatto limitano la libertà individuale… quella idealizzata… ovvio.

Per quanto riguarda poi cambiare vita per trovare quell’equilibrio che tutti vorremmo e/o per allontanarci da un luogo che non ‘ci appartiene più’ non esistono scelte semplici; molto dipende dal tipo di educazione e cultura che si hanno e molto dipende dalla situazione economica…che non è un dettaglio ininfluente.

Certo è che noi italiani, rispetto ad altre popolazioni, siamo imbrigliati in schemi mentali molto più difficili da abbattere rispetto ad altri popoli… però sorge in me una domanda: si sentirà libero un nordafricano che fugge dalla sua Terra? o un qualsiasi extracomunitario che viene qui per non morire nel suo Paese? O si sentiranno liberi quanti di noi italiani lasciano questo assurdo e deprimente Paese alla ricerca di una vita possibile?

… abbandonare la routine quotidiana che ci toglie il respiro credo sia l’aspirazione della maggior parte delle persone che, raggiunta la maturità, sentono forte la necessità di vivere diversamente e soprattutto d’essere appagati… sono convinta però che si possa stare bene o male, nell’animo, a prescindere dal luogo fisico dove si sta, in quanto la libertà è prima di tutto una condizione spirituale. 

In fin dei conti… “Il genere più importante di libertà è di essere ciò che si è davvero.” Jim MOrrison 

Il quadro di MAGRITTE è la sintesi visiva di quanto espresso sulla libertà inesistente… L’individuo è libero quanto questo piede costretto da secoli a sovrastrutture sociali che lo imprigionano a tal punto che la scarpa si è fusa col piede… la civiltà contro la naturalità…l’IO CONTRO L’ES.1003113_483046985114112_206593085_n

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